
Protagonisti danzatori italiani e argentini: in un locale abbandonato di Buenos Aires, una tribù di appassionati farà rivivere il mito dei tangueros.
Vecchi sofà polverosi, musica di fisarmonica, movimenti sensuali: la passionalità dei tangueros e le calde atmosfere delle milonghe argentine arrivano mercoledì 6 maggio al FESTIVAL PROSPETTIVA DANZA TEATRO diretto da Laura Pulin con “LA CATEDRÀL – Nunca antes de la medianoche”.
In scena al Centro Culturale Altinate di Padova alle 21, la compagnia Naturalis Labor sarà protagonista di un lavoro ideato e diretto da Luciano Padovani e coprodotto da Naturalis Labor insieme al festival di Rovereto Oriente-Occidente.
Sul palcoscenico, oltre al regista, un cast di danzatori italiani e argentini: Margarita Klurfan e Walter Cardozo , l’assistente alla regia Silvia Bertoncelli, Giannalberto de Filippis e Luca Zangheri.
Luciano Padovani ha all’attivo molte creazioni con Naturalis Labor, gruppo da lui fondato nel 1988.
Lo stile della compagnia è imparentato con il contact nord europeo (basato sull’improvvisazione, fortemente fisico, espressivo e dinamico), ma ha iniziato a sperimentare incroci e suggestioni tra danza contemporanea e tango.
“LA CATEDRÀL” un vecchio locale di Buenos Aires, poi abbandonato, dove l’autore immagina si ritrovi un gruppo di persone pronte a percorrere centinaia di chilometri pur di andare a ballare legati dalla passione.
Una tribù, con le sue regole, i suoi riti, le iniziazioni, i linguaggi di corpo, sguardi e parola.
Ma nunca antes de la medianoche: un tanguero non va mai in milonga prima della mezzanotte”.
E sarà proprio la tribù a far rinascere le vecchie atmosfere, in una combinazione di mordidas, cruzados ed evocazioni notturne e appassionate.
In un’antica milonga di Buenos Aires si trovano solo polvere, vecchi sofà, un pavimento che scricchiola, sedie abbandonate alla rinfusa e ricordi di notti assonnate.
Ancora si sente il chiacchiericcio della gente o lo stropicciare delle scarpe sul pavimento e magari anche gli applausi per qualche esibizione improvvisata, quella gente che si vede con un sacchetto in mano all’entrata del locale.
Ora la polvere non c’è più, sofà e sedie sono al loro posto, le luci si accendono e la magia e la sensualità del tango tornano a riempire le notti della Catedral.


