L’origine temporale del cha cha si fa risalire all’inizio degli anni 40,quando nacque un nuovo ritmo derivato dal danzon (danza storica cubana nata alla fine dell’Ottocento,con influenze europee,e che si è poi evoluta nel son e quindi nella salsa).
Tra i tanti musicisti di questo nuovo ritmo (riadattato in origine dall’orchestra Arcaño y sus Maravillas),vi fu un violinista cubano:Enrique Jorrin. Questi portò un’innovazione nelle sue composizioni di danzones, integrando quella che fino ad allora era una formula utilizzata solo nei montunos per coristi (dove per montuno si intende una parte della canzone lasciata all’interpretazione personale): si canta un coro che ripete “Chachachá, chachachá, è un ballo sin egual”.
Incoraggiato dall’entusiasmo del pubblico, Jorrin decise di proseguire su quella strada,seguito a breve da altri musicisti che si adattarono alle richieste del pubblico,lo coinvolsero nei cori,creando quelle classiche atmosfere tanto amate nei locali di Cuba. Non solo:questo modo di fare musica aveva anche il triplice vantaggio di far sentire le parole con più chiarezza,di dare maggior potenza alla parte lirica e di mascherare le voci dei musicisti che spesso non erano perfette.
A livello di ballo,però furono riscontrate alcune difficoltà,dovute al fatto che i passi non cadevano sul tempo,ma sulle sincopi.
Jorrin decise quindi di utilizzare questa forma ritmica e scrivere melodie integrando il meno possibile le parti sincopate rendendo possibile ai ballerini appoggiarsi sulla melodia come riferimento,mentre l’orchestra potè mantenere un suono sincopato.
Questa caratteristica particolare di melodia sui tempi e accompagnamento sui contrattempi (o contro tempi),fu il fulcro del nuovo genere:il cha cha cha.
Lo stile creato dai ballerini dei dancing diventò poi la base del nuovo ballo (detta Escobillo) : 1-2, 1-2-3, con i movimenti su tutti i lati.
Anche il nome con cui questo ballo è tutt’ora conosciuto nacque dai ballerini,che nel Silver Star, un club di L’Avana,lo battezzarono,creando quello che diventò un vero e proprio genere.
Il successo del nuovo genere fu immediato e già dal 1953 Jorrin divenne popolarissimo e il nuovo stile guadagnò l’avanguardia in tutta l’isola.
Conosciuto ormai come “Il ballo senza eguale” ,il cha cha,con il suo ritmo seducente e il forte impatto musicale,si diffuse nelle radio e nella discografia,conquistando velocemente tutto il mondo,dominando gli anni 50.

Tra gli autori,oltre al già citato Jorrin, una menzione va speciale al grande Tito Puente (foto) che compose la più famosa canzone nella storia dela musica latinoamericana, un Cha Cha Chà dal titolo “Oye como va” proposta anche dal messicano Carlos Santana.



