Balletto natalizio per eccellenza, l’ispirazione per il libretto de Lo Schiaccianoci giunse al coreografo Marius Petipa nella rivisitazione operata da Alexandre Dumas di un racconto gotico di E.T.A. Hoffman.
Gli aspetti più inquietanti e sottilmente psicanalitici della novella originale vengono eliminati per inscenare un balletto che esalta il divertimento, la dolcezza e una serie di incanti fantastici.
È la vigilia di Natale e il benestante Stahlbaum, borgomastro di Norimberga, ha allestito un ricevimento.
Tra gli invitati c’è Drosselmeyer, una figura misteriosa, che regala alla piccola Clara, figlia del borgomastro, un coloratissimo soldatino schiaccianoci.
Quando il fratello Fritz lo rompe, Drosselmeyer interviene riaccomodando il gioco; Clara, sollevata ma stanca, si addormenta su una poltrona vicino all’albero di Natale sfavillante di luci e sogna.
Il viaggio onirico la mette di fronte alle sue paure di bimba, personificate dal Re dei Topi e dai suoi orribili soldati.
Lo Schiaccianoci si trasforma in un coraggioso Principe, che sconfigge l’oscura masnada e accompagna Clara in un mondo di fate, giochi e dolciumi.
La romantica avventura, tripudio di musica e danze popolari, si conclude con il risveglio di Clara che si ritrova tra le braccia lo Schiaccianoci giocattolo.
La giovane, tornata alla realtà, porta con sé il ricordo del sogno e uno sguardo più consapevole verso il futuro e il proprio percorso di crescita.


