La Compagnia di Danza “ L’Araba Fenice “ per la stagione 2010 debutterà con il suo nuovo spettacolo portandovi a ritroso nel tempo dentro un Magico Giardino di quasi 3500 anni fa.
La giovane Compagnia emergente ha debuttato il 29 gennaio 2009 con lo spettacolo “Sensual Tango” in cui raccontava le origini del Tango argentino a partire dalla fine dell’ottocento ai giorni nostri.
Con questo spettacolo piacevole e rivolto al grande pubblico, la Compagnia ha iniziato così il suo percorso di studio sulla storia della musica e dei suoi personaggi.
La ricerca continua:ora affronteremo un tema molto intrigante e pieno di magico mistero: uno spaccato di vita nell’Antico Egitto.
La presenza nella nostra città di uno dei principali Musei Egizi del mondo, colmo di tesori unici, e di rari documenti li ha condotti a carpire con curiosità certi aspetti affini al nostro mondo e ad elaborare il nuovo tema.
Vivremo nella vita quotidiana la famiglia, l’alimentazione, il lavoro, la sessualità, l’amore, la gestione del potere e la religione, in modo diverso dalla visione stereotipata e filmografica dell’Egitto delle Piramidi e dei Faraoni, pur restando nel tempo e nel luogo in cui è ambientato lo spettacolo.
Il fascino di questa civiltà, durata circa 4500 anni, si alimenta nella sete della nostra conoscenza e i grandi interrogativi su ciò che è ancora presente di essa in noi.
La creazione dello spettacolo ha evidenziato quanto sia lacunosa la conoscenza della musica e della danza; la loro civiltà non ha elaborato un sistema di notazione musicale, ciò che sappiamo è basato sulla deduzione e la sperimentazione e non su certezze documentarie.
Sono state ritrovate immagini e strumenti musicali e questo ha permesso a musicologi e compositori di ricreare musica ispirata ai suoni degli strumenti ritrovati.
Queste composizioni non hanno l’ambizione di ricreare la musica antica, ma di ricostruire la sensazione di come poteva essere.
Anche per la Danza la documentazione non ci rimanda annotazioni sui passi e sui movimenti, e le rappresentazioni data la loro ripetitiva staticità, non ci permettono di apprezzare a fondo le loro coreografie.



